Val Formazza e Blinnenhorn

Quello che nasce come una preparazione ed acclimatamento ad una meta impegnativa, il Monte Bianco, si rivela come un bel percorso trekking di 3 giorni in Val d'Ossola, più esattamente in Val Formazza con la salita al Blinnenhorn, una Montagna di 3375 metri al confine con la Svizzera, io e mia moglie Manuela, avevamo già percorso questi sentieri, ma il fatto di unirli in un unico trekking dormendo nei vari rifugi ci ha permesso di gustarci le prime ore del giorno e le ultime della sera con atmosfere diverse.

Qua sotto una mappa sensibile ed altre informazioni tecniche :

mappa sensibile

-- mappa : 1° giorno -- 2° giorno -- 3° giorno -- mappa 3d

-- traccia gps : 1° giorno -- 2° giorno -- 3° giorno

-- profilo altimetrico : 1° giorno -- 2° giorno -- 3° giorno

 

7 Agosto 2012 - Martedì : in auto raggiungiamo la piccola frazione di Riale (1730 m.) in Val Formazza (VB) e da qui seguiamo le indicazioni del sentiero CAI G20 (nord-est) per il rifugio Maria Luisa, siamo in ombra e la temperatura è piuttosto fresca (9°), ma la salita che taglia i tornanti della stradella sterrata ci fa scaldare velocemente, dopo circa un'ora giungiamo al bivio che a sinistra ci condurrebbe al vicino rifugio, ma noi prendiamo a destra verso la diga del lago Castel e ne percorriamo la strada che la costeggia per raggiungere la malga Castel, la nostra meta sarebbe il ghiacciaio e la vetta del Basodino, ma andiamo con ordine ....

 

 

 

Dalla malga si scorge in direzione est il cono verso la bocchetta del Kasteldetritico del passo del Kastellucke (2700 m.), scavalcatro il quale dovremmo scendere di circa 50 metri sul ghiacciaio, percorrerlo verso sud e risalirlo sino alla vetta del Basodino a quota 3272, quindi ci indiriziamo verso il passo seguendo qua e là qualche ometto di pietre sin quando usciamo dalla parte erbosa ed il sentiero sale sulla giavina del ghiacciao, che percorriamo con numerosi zig-zag sino a circa 100 metri dalla bocchetta, dove è più semplice calzare i ramponi e procedere sul nevaio, sono quasi la una del pomeriggio quando giungiamo a 4/5 metri dal passo, la neve non tiene molto e questi ultimi metri sono in forte pendenza, non me la sento di procedere e decidiamo di tornare indietro. verso il Kastellucke

Scendiamo sino a quando la pietraia incontra di nuovo la zona a pascolo, sono le 13,30 e facciamo una sosta per mangiare qualcosa intanto diamo un'occhiata sulla mappa e decidiamo di raggiungere la più semplice bocchetta di Valmaggia un poco più a nord sul sentiero G24 che incontriamo nei pressi dei bei laghi del Boden (2350 m.) da dove il sentiero sale sino alla bocchetta (2630 m.), ogni tanto siamo obbligati a voltarci per guardare il panorama: in basso i vari laghetti sono di un bell'azzurro e di fronte a noi abbiamo una barriera di vette aguzze e maestose.

panorama

 

 

 

 

 

 

 

 

La salita, abbastanza semplice per i primi 150/200 metri, giunge ad una conca glaciale, dove, enormi massi complicano un poco il passaggio, il sentiero comunque è ben segnato ed anche se gli ultimi 100 metri sono piuttosto ripidi giungiamo in breve alla bocchetta che si affaccia sul versante svizzero e ci mostra il ghiacciaio del Basodino che non abbiamo percorso al mattino, la Manu ed io siamo concordi ad aver fatto la scelta giusta perchè non ci sembra alla nostra portata. (filmati)
Pochi metri prima di giungere al passo uno stambecco, poco distante, se ne sta tranquillo, forse essendo sotto vento non ci ha sentiti e possiamo osservarlo a lungo.bocchetta val maggia

Poco dopo riscendiamo per lo stesso sentiero (G24) che in breve ci conduce al rifugio CAI "Maria Luisa", sono già le 18,00 giusto il tempo per una doccia e siamo pronti per la cena, che si rivela ottima ed abbondante.verso il rifugio Maria Luisa

8 Agosto 2012 - Mercoledì : dopo una buona colazione, ci mettiamo in cammino alle 08,00 in direzione nord-est sul sentiero che costeggia il lago Toggia, quasi pianeggiante sino al passo San Giacomo, che segna il confine con la Svizzera da qui, verso ovest, raggiungiamo il rifugio Capanna Corno, costruito di recente con un'architettura moderna un poco strana, ma che permette lo sfruttamento dell'energia solare, il panorama dal passo sin qui è un poco molestato dai piloni delle linee elettriche ed in basso dalla strada che percorre la valle.griess pass

Dopo una breve sosta riprendiamo il cammino che diventa sempre più affascinante avvicinandoci al passo del Griess (2455 m.)da dove ammiriamo l'omonimo ghiacciaio.passo del griess Iniziamo lentamente la ripida salita (sud-ovest) verso l'Alpe dei Camosci (2670 m.) da cui godiamo della vista sulle Alpi Bernesi ed il Vallese, a questo punto ci attende una parte un poco più impegnativa verso sud : la discesa al rifugio Città di Busto, all'inizio un breve tratto attrezzato con un cavetto metallico per superare un passaggio esposto, quindi una discesa su roccia di circa 7/8 metri per fortuna con ottimi appigli ma anch'essa abbastanza esposta, ancora 5/6 metri su nevaio e quindi tranquillamente sino al rifugio (2484 m.)alpe dei camosci

tramonto al rifugio 3ADal Città di Busto percorriamo la sottostante Alpe del Sabbione (sud-ovest), raggiungiamo la diga e costeggiamo il lago sulla destra del nostro senso di marcia, di fronte a noi il ghiacciaio dell'Arbola che lo alimenta , dopo un poco il sentiero sale verso il rifugio Claudio e Bruno (2707 m.) dove arriviamo verso le 17,30, ma non è ancora la nostra meta ..., la salita continua sulla morena del Rothorn (nord-est), attraversiamo qualche torrente e qualche nevaio mentre sopra di noi un'aquila volteggia, finalmente alle 18,00 arriviamo al rifugio 3A (2924 m.), che, come il Claudio e Bruno, è gestito e di proprietà dell'OMG (Operazione Mato Grosso).rifugio 3A
La fatica ne è valsa la pena sia per la posizione che per l'accoglienza.(filmati dal rifugio 3A)

9 Agosto 2012 - Giovedì : durante la cena al Maria Luisa, un signore ci ha consigliato la salita al Blinnenhorn (3375 m.) perchè a causa della diminuzione dei ghiacciai è possibile giungere in vetta senza problemi e visto che il sentiero inizia nei pressi del Claudio e Bruno, ci sembra un'ottima idea, quindi ci alziamo alle 05,30 - colazione veloce - e alle 06,20 usciamo dal rifugio mentre sta albeggiando sui ghiacciai.
Scendiamo quasi sino al rifugio Claudio e Bruno dove incontriamo il sentiero, non riportato sulle mappe, che sale al Blinnenhorn (nord-ovest), i primi 100 metri non danno tregua,in silenzio, passi brevi ma costanti ci alziamo di quota. Una breve sosta per riprendere fiato ed anche perchè le Montagne attorno chiedono di essere ammirate e noi siamo qui per questo, ad un certo momento dietro di noi vediamo una persona che sale portando in spalla una mountain bike, sembra la sagoma di Cristo sul Calvario. ciclista sul sentiero Giunti alla quota di 3000 metri ci fermiamo di nuovo ed il ciclista ci raggiunge, gli facciamo i complimenti e lui ricambia. Procediamo sino ad una gobba a 3200 metri che si erge sulla conca del ghiacciaio, che fino a 10 anni fà era percorribile da qui sino al rifugio 3A, ma che attualmente è troppo crepacciato ed impercorribile, adesso possiamo vedere la vetta del Blinnenhorn circa 175 metri più in alto, costeggiamo il ghiacciaio sulla sinistra e saliamo l'ultimo tratto di un sentiero sabbioso, siamo sulla cima, subito seguiti dal "Cristo" con la mountain bike !
Sulla vetta c'è una croce in legno, una piccozza con un'aquila in ferro ed un altare costruiti dai volontari dell'Operazione Mato Grosso, attorno a noi i ghiacciai dell'Arbola, del Griess, il gruppo del Monterosa, il Fletschorn, la Weissmies, l'Aletschorn, e l'Oberland ... Dopo circa una mezz'ora, anche per far spazio ad altri trekkers appena giunti, iniziamo la discesa preceduti dal ciclista che procede velocemente. Giunti al Claudio e Bruno facciamo una sosta per un buon caffè ed uno spuntino.blinnenhorn (filmati del Blinnenhorn)

Dal rifugio continuiamo sul sentiero fatto ieri sino alla diga del Sabbione e da qui facciamo una variante procedendo su un percorso non segnato scendendo paralleli al torrente fino ad incontrare il bivio che conduce al Città di Busto (nord) o altri che scendono nella Valle di Morasco (est), noi continuiamo sul G39 ma che si rivela molto tralasciato per la caduta di sassi dall'alto (consiglio il nuovo sentiero "Bettelmatt") e finalmente giungiamo prima alla diga di Morasco e quindi a Riale dove abbiamo l'auto.

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