Punta d'Arbola in Val Formazza

Prologo : abbiamo controllato le previsioni meteo su tutti i siti web affidabili per la zona della Val Formazza (suggerisco meteomont, meteosvizzera e meteonews)  il risultato è stato positivo per cui, io e la Manu abbiamo deciso di fare la salita al ghiacciaio dell'Arbola, la nostra prima volta senza una guida alpina, per altro, Paolo la guida a cui solitamente ci affidiamo per questo tipo di uscite, ci ha dato "disco verde" nonchè la traccia gps sino alla vetta.
Dopo aver ripassato la legatura da ghiacciaio, tipi di nodi ecc., prepariamo gli zaini con tutto il materiale alpinistico e quanto necessario per star via 3 giorni facendoli arrivare ad un peso di 15 Kg. ! e siamo pronti !

Qualora vogliate ripetere la nostra esperienza, qui di seguito trovate alcuni strumenti utili : la mappa topografica, la traccia gps , il profilo altimetrico della 1° tappa, della 2° tappa e della 3° tappa.


Punta d'ArbolaVenerdì 10 Agosto 2018 : poco prima delle 09,00 lasciamo l'auto al parcheggio della diga di Morasco (gratuito per coloro che spendono almeno 20 euro in alcuni dei rifugi della zona) a quota 1.750 m. circa e ci incamminiamo sul sentiero CAI G95 in direzione sud sulla nostra sinistra guardando la diga, indicato come Passo di Nefelgiù. Inizialmente è un largo stradello che conduce all'alpe di Nefelgiù usato anche da mezzi agricoli, quindi diventa sentiero quando, oltrepassata l'alpe (quota 2.048 m.) , inizia a salire verso l'omonimo passo. Via via che saliamo scorgiamo qualche lingua di neve, e ad un certo punto una bella farfalla quasi immobile che si scalda ai raggi del sole. Salita al Passo di Nefelgiu'
Saliamo senza fretta apprezzando il paesaggio, non è la prima volta che facciamo questo sentiero, ma sempre molto bello e selvaggio, gli altri escursionisti che incontreremo in tutto il percorso si contano sulle dita di una mano e quando, alle 12,00 arriviamo al passo (quota 2.580 circa) scendiamo sull'altro versante per ripararci dal vento e facciamo una pausa per mangiare, bere e goderci il panorama : in basso il lago del Vannino nei cui pressi sorge il Rifugio Margaroli dove arriveremo tra breve,  e quanto ci aspetterà domani : sulla nostra sinistra il ghiacciaio della Punta d'Arbola.
Dopo poco riprendiamo la discesa ed arriviamo al rifugio (quota 2.185 m.) alle 13,30 e mentre ci togliamo gli scarponi arrivano Paolo e la sua compagna Greta, così facciamo due chiacchere e un po' di merenda insieme. Rifugio Margaroli


Poi, quando ci lasciano per tornare a valle, io e la Manu ci inoltriamo per un poco sul sentiero che dovremo percorrere domani prima dell'alba, così per farci un'idea del percorso. Ottima ed abbondante la cena. Ricognizione

Alba

Sabato 11 Agosto 2018 : La nostra sveglia suona alle 04,15 e senza far troppo rumore lasciamo gli altri ospiti a dormire, siamo gli unici a far colazione per cui saremo i soli a fare la salita dell'Arbola, magari se avessimo qualcuno che ci precede non ci dispiacerebbe ...
Lasciamo il rifugio alle 05,20 al lume delle frontali ma la luce arriva presto, forse già prima delle 06,00.
Salendo in direzione nord-ovest, incrociamo il sentiero che ieri avevamo percorso in discesa sulla nostra destra noi proseguiamo a sinistra verso il lago Suer (quota 2.320 m.) lo costeggiamo sulla destra sino alla sponda opposta, da qui il sentiero diventa una labile traccia ma indicato da ometti e qualche bollo arancio sino al Passo del Vannino (quota 2.700 m.). Facciamo una sosta per ammirare il panorama a 360° su ciò che ci attende, poi scendiamo un poco tenendoci sulla sinistra per giungere al bordo del ghiacciaio del Sabbione dove calziamo i ramponi e ci leghiamo in cordata, come previsto siamo soli !  la prima volta senza una guida alpina, senza nessun altro davanti, ma per fortuna abbiamo la traccia gps e le informazioni che ci aveva dato Paolo. Passo del Vannino
Procediamo facendo un arco sulla sinistra per risalire il ghiacciaio e portarci sotto la rampa bella dritta, qui saliamo a zig zag (massima attenzione ai crepacci !) sino ad  arrivare ad una cresta che percorriamo verso destra, un breve tratto su roccia e siamo alla croce di legno della vetta alle 10,30 (quota 3.234 m.) In vetta


E' una splendida giornata di sole, eccetto qualche nuvola sotto di noi che non guasta comunque il panorama, quando giungiamo in questi posti, dove magari ci tratteniamo anche per poco dimentichiamo la fatica, il freddo oppure altre volte il caldo sofferto, restano le emozioni. Emozioni


Panorama dalla Punta d'ArbolaPoco dopo giungono 2 alpinisti che sono saliti dall'Alpe Devero, sono del CAI di Verbania e conoscono la zona come le loro tasche, ci danno indicazioni sui vari 4.000 attorno, tra cui il Jungfrau, il Monch (forse anche l'Eiger ?) il Finsteraarhorn con la caratteristica sagoma della montagna a punta che tutti disegnano da bimbi.


Stiamo ancora un poco e verso le 11,00 iniziamo la discesa in direzione est; e se la salita è stata abbastanza impegnativa quello che ci attende non è da meno, per cui corda corta, massima attenzione e pronti a frenare eventuali cadute con la piccozza.

 


Alle 12,30 giungiamo di nuovo al Passo del Vannino, da qui proseguiamo attraversando il ghiacciaio in direzione nord arrivando sulla "terra ferma" a quota 2.550 verso le 14,10 dove ci togliamo ramponi e imbracatura, ancora un poco di sosta per mangiare e bere e per decidere sulla direzione da prendere per arrivare al Rifugio Claudio e Bruno in quanto non si vede traccia di sentiero, sappiamo che non dobbiamo scendere molto verso il lago del Sabbione ma tenerci in quota per cui riprendiamo la camminata in direzione nord ovest scavalcando più volte le dune franose formate dalla morena. La discesa


Ogni tanto qualche ometto di pietra ci indica il cammino poi quando risaliamo un costone proprio sopra il lago riusciamo a scorgere il rifugio e proseguiamo a vista, attraversiamo un torrente ed arriviamo al Rifugio Claudio e Bruno alle 16,00 (quota 2.707 m.). Arriviamo al Claudio e Bruno


Vista dal Claudio e BrunoMentre ci cambiamo osserviamo un gruppo di 6/7 alpinisti che arrivano dal ghiacciaio tenendosi ancora più in alto rispetto al nostro percorso e dal passo che hanno si capisce che sono su un terreno migliore, sicuramente conoscono la zona, dico questo per coloro che volessero ripetere l'itinerario in quanto anche la mia traccia gps in questo tratto è mancante. Panorama dal Claudio e Bruno
Dopo una doccia calda ci concediamo una merenda di salumi e formaggi misti che precede di poco la cena in compagnia di una coppia della Valsesia, simpatici, lei dice che lui è sempre stato un buon alpinista/scialpinista, lui, un poco sordo, non parla molto ma mi dà l'impressione proprio di uno molto esperto.
Le previsioni meteo per domani non danno un granché bello e così lasciamo la salita alla Punta dei Camosci (Hosandhorn) per la prossima volta.


Domenica 12 Agosto 2018 : Ci alziamo alle 07,00, facciamo colazione con comodo, ed iniziamo il rientro dapprima costeggiando in discesa il lago del Sabbione (direzione nord-est) quindi proseguendo verso il Rifugio Città di Busto (quota 2.482) dove arriviamo alle 09,40, non abbiamo fretta particolare e ci concediamo una breve pausa, poi riprendiamo il cammino scendendo prima all'alpe di Bettelmatt da qui in direzione sud-est sino alla diga di Morasco dove abbiamo l'auto.
Previsioni meteo confermate : molto nuvoloso specialmente in quota, ma la salita alla Punta del Sabbione è solo rimandata... La discesa


Note : è stato un percorso di grandi emozioni per la bellezza dei luoghi, per i panorami, per il fatto di trovarsi su Montagne selvagge, solitarie; come forse si capisce dal racconto specialmente sul ghiacciaio sei tu che devi scegliere il percorso, non hai una traccia da seguire, forse quello che da un pizzico di avventura.
Ovviamente deve essere affrontato con abbigliamento ed attrezzatura adatta, con buon allenamento ed un minimo di acclimatamento.


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