Cascate di Acquapendente

 

 

Cercando idee per una escursione su una vecchia guida delle Alpi Apuane sono stato attratto da una foto delle cascate di Acquapendente, conoscevo torrenti che talvolta scorrono impetuosi e che solcano il marmo bianco scavando marmitte, ma questa sembrava veramente imponente, quindi mi sono documentato maggiormente scoprendo altri luoghi interessanti in quella zona da collegarsi in un unico percorso trekking che ha come luogo di partenza ed arrivo il borgo arroccato di Pruno (quota 463 m.), nel comune di Stazzema (LU).

 

Prima di inziare il racconto dell'escursione voglio darvi però qualche strumento che vi sia di aiuto, sia in fase di progettazione che sul luogo, come una mappa topografica, una mappa 3d, la traccia gps, nonchè il profilo altimetrico.

Ok siamo pronti ? allora si può partire ...

 

11 Maggio 2014 :
Insieme alla Manu e Piero, lasciata l'auto nel parcheggio di Pruno, alle 09,15, iniziamo a percorrere la scalinata che conduce alla parte alta del borgo da cui inizia il sentiero CAI 122 per il Passo dell'Alpino in direzione nord-ovest, che poco dopo diventa una bella mulattiera in mezzo ai castagni e a quota 660, nei pressi di una casa in pietra, incrocia una strada asfaltata che percorriamo in salita per un breve tratto fin quando notiamo, in alto su una roccia, il segno del sentiero che ci devia a destra. pruno di stazzema


Sono circa le 10,00 quando giungiamo a Colle a Iapoli e fra le nuvole che questa mattina coprono la vista intravediamo la Pania della Croce, il Monte Forato, il Procinto, il Monte Croce, il Matanna ed il Nona.


torrente

Dopo una breve sosta riprendiamo il cammino sempre in salita in direzione nord, a quota 800 m. incontriamo una bella marginetta con una immagine votiva in marmo del 1842, adesso il sentiero costeggia  un torrente, sulla destra abbiamo un gruppetto di case (Alpe di Pruno) e dopo poco un ponticello in legno ci conduce all'Alpe di Volegno dove un tempo esisteva il rifugio del CAI di Viareggio, ci aggiriamo un poco attorno e poi, riattraversato il ponte, torniamo sulla mulattiera. Percorsi circa 200 metri giungiamo ad un trivio (Monte della Tana quota 900 m.), sulla sinistra il sentiero CAI 122, sulla destra un sentiero che conduce alle case di Ranocchiaia , mentre noi proseguiamo su quello centrale evidenziato da segni gialli prima verso nord-est , poi sud-est in leggera discesa.

 

Sopra le nostre teste, 400 metri circa più in alto, abbiamo il Rifugio del Freo nella conca fra il Monte Corchia e la Pania della Croce, per cui è come se camminassimo all'interno di un imbuto da sinistra verso destra, l'ambiente è quindi caratterizzato da numerosi ruscelli e le felci sono sempre più rigogliose, Piero che ne è un esperto conoscitore ci fornisce dettagliate informazioni, di cui in questa pagina offro un sunto anche al lettore.

 

Mentre fiancheggiamo un torrente ci dice anche che saremmo proprio nell'ambiente adatto per le salamandre ma che sono abbastanza rare, gli chiedo se per caso si riferisce all'animaletto giallo e nero che ho davanti a me ! e di cui in breve ne incontriamo circa una decina per la sua gioia. Usciti dal bosco giungiamo al Rifugio (non gestito) della Fania, dove fino a qualche anno fa c'era un maestoso faggio secolare ma che è stato fortemente potato per farlo sopravvivere. Sono poco dopo le 12,00 e decidiamo di fare qui la sosta pranzo che dobbiamo contendere con un asinello locale ! rifugio la fania

nonno angelo bartolucci
Dopo circa una mezzora continuiamo il nostro percorso sul sentiero CAI 124 verso est in leggera discesa, dopo aver incontrato alcuni casolari; in circa 30" giungiamo a Collemezzana, dove su una casa una targa ricorda "Il Nonno Angelo Bartolucci" vittima dei nazisti.
Oltre alla targa sulla facciata della casa ci sono due foto dove un uomo suona una grossa conchiglia soffiandoci dentro, come fanno certe popolazioni della Polinesia o come facevano i Maya, chissà se Nonno Angelo avrà trovato la conchiglia sulle Apuane ?

 

 

Da Collemezzana lasciamo il sentiero 124 scendendo alcuni gradini nell'erba, di fronte all'abitazione, ed iniziamo a percorrere il sentiero CAI 7 in discesa in direzione sud inoltrandoci di nuovo in mezzo alle felci. Dopo aver percorso circa 1,5 km a Colle di Fondo (quota 508 m.) nei pressi di una marginetta, lasciamo il sentiero 7 che scende a Cardoso, mentre noi ci dirigiamo verso Pruno (direzione nord-ovest), dopo aver fatto circa 400 metri troviamo la deviazione sulla nostra destra per Acquapendente (direzione nord). La mulattiera procede in salita con qualche tornante costeggiando il torrente Deglio, incontriamo una costruzione per la raccolta delle acque, ancora un tratto un poco più ripido, poi un tratto dove il sentiero è stato portato via dal torrente (!) e in breve giungiamo alla base delle Cascate di Acquapendente.
Restiamo sorpresi dalla bellezza del luogo, la cascata è veramente notevole e da quello che si riesce a vedere direi che l'acqua compie un salto di circa 30/40 metri, adesso la portata dell'acqua non è eccessiva, ma quando ha spazzato via il sentiero che abbiamo appena percorso doveva essere tutta un'altra musica ... cascate dell'acquapendente

 

 


Riprendiamo il cammino tornando indietro sino al bivio per Pruno ed attraversiamo il torrente su un bel ponte in pietra con una nicchia contenente una statua in marmo di San Francesco, la mulattiera che stiamo percorrendo adesso è veramente ben tenuta, ogni tanto dalle nuvole spunta il missile del Monte Procinto, sembra quasi di essere in un luogo tropicale invece siamo sulle Alpi Apuane e poco prima delle 16,00 giungiamo  a Pruno dove una festa anima il borgo. verso pruno 


Note : facile escursione con numerosi punti di interesse, specialmente se siete in compagnia di Piero !
Qualora si volessero visitare soltanto le Cascate di Acquapendente il tempo di percorrenza da Pruno è di circa 50".

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