La Via Francigena: da San Gimignano a Monteriggioni


logo via francigenaQuella che sotto descrivo è una delle tappe della Via Francigena in Toscana, mentre per informazioni generali rimando al sito ufficiale.

Insieme a Paolo B. (ed altri amici), che vuol proporre questa escursione al Gruppo Trekking Lastra a Signa di cui facciamo parte, ci uniamo anche io e la Manu per valutare le difficoltà del percorso che da San Gimignano collega Monteriggioni. Si tratta della tappa 31 della Via Francigena, un cammino, o meglio un'insieme di vie che nel XI-XII secolo si svilupparono per collegare Canterbury (Gran Bretagna) a Roma attraversando la Francia.
Poiché il tratto sarà di 31 km in questa fase preparatoria dividiamo il percorso in 2 parti : la prima da San Gimignano al paese di Quartaia, frazione del comune di Colle Val d'Elsa (SI) e la seconda da Quartaia a Monteriggioni.

 

Sicuramente i viandanti del medioevo prima di iniziare il loro cammino si saranno procurati le informazioni necessarie per quanto disponibili a quei tempi, facciamolo anche noi con quelle qua sotto :

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Cliccando sui pulsanti azzurri si aprono mappe topografiche dettagliate, oppure vedi le altre opzioni :

 

 

 

 

 

4 Novembre 2013 - 1° tappa : Lasciamo un auto nel piccolo borgo di Quartaia e con un'altra raggiungiamo San Gimignano dove inizierà il trekking, cerchiamo un parcheggio e quello più economico è in zona Santa Chiara ad 1 euro l'ora, per fortuna che ne troviamo uno non lontano con pochi posti gratuiti.
Iniziamo il cammino dal centro di San Gimignano (quota 340 m.)che per oggi si svolge quasi tutto in direzione sud ed usciti dalla città percorriamo circa 2,80 km su asfalto lasciandolo poco prima della località Santa Lucia dove incontriamo i primi uliveti e vigneti con i caratteristici colori autunnali. Lungo il sentiero individuiamo tracce di conchiglie fossili, testimonianza di un ambiente totalmente diverso da quello attuale.


La giornata è magnifica con una temperatura elevata per la stagione, pian pian caliamo di quota sino al Botro Imbetroni (quota 130 m.) che oggi è quasi asciutto, ma come gli altri torrenti che attraverseremo notiamo che circa 10 giorni fà la situazione era di tutt'altro genere. Risaliamo il bel vigneto del podere Montarone dove le rose in testa ai filari segnalano la presenza di eventuali parassiti (essendo la rosa più delicata della vite qualora ci siano parassiti si ammala precedentemente offrendo al contadino la possibilità di rimediare in tempo) quindi  giungiamo all'agriturismo della Torraccia di Chiusi (quota 220 m.), proseguiamo ancora verso sud scendendo sino a raggiungere il Molino d'Aiano sul torrente Riguardi che guadiamo.Da San Gimignano a Badia a Coneo


Dopo un paio di km in direzione sud  alle 12,45, poco prima di giungere alla SS 68, facciamo una sosta per il pranzo, poi riprendiamo il cammino ed in breve giungiamo alla Badia a Coneo (quota 230 m.). Badia a Coneo

La badia risale al XI secolo, in stile romanico, ed è abbastanza ben conservata. Le decorazioni della facciata sono notevoli, svolse un importante ruolo per circa 500 anni per la guida di importanti abati e vescovi. Trascorriamo qui una mezz'ora per gustare a pieno della sua bellezza (proprio all'esterno della badia resta una parte dell'antico tracciato in pietra) quindi continuiamo il percorso ancora verso sud e dopo circa 3 km arriviamo a Quartaia.

 

 

 

 

17 Novembre 2013 - 2° tappa: Dopo aver posteggiato nel borgo di Quartaia alle 09,15 iniziamo il cammino di questa seconda parte in direzione est che ci condurrà alla meta finale : Monteriggioni.

via francigena

Su strada bianca raggiungiamo dopo circa 1 km le poche case di Fabbrica ed i resti di un acquedotto del periodo granducale, proseguiamo su un bel sentiero nel bosco dove troviamo altre tracce di conchiglie fossili, quindi dopo altri 2 km costeggiamo un fossato che conduce le acque al Molino Le Vene, poi dopo aver attraversato la statale 541 in località Gracciano ci fermiamo qualche momento presso le terme di Pietreto, una grande vasca di acqua calda all'aperto molto suggestiva ma di cui non ho notizie storiche. Da Quartaia a tetrme di Pietreto

 

Riprendiamo il cammino quasi in piano in direzione est e dopo circa 4 km ed una sosta per il pranzo, giungiamo al piccolo borgo fortificato di Strove con la bella chiesa di San Martino che risale al XII secolo; proseguiamo e dopo una decina di minuti raggiungiamo Castel Petraia anch'esso risalente al XII secolo, ben restaurato e adibito ad agriturismo. Strove e Castel Petraia

 


Percorrendo una strada bianca in leggera discesa nel mezzo di oliveti iniziamo a scorgere Abbadia a Isola che raggiungiamo in breve tempo. Il borgo che circonda l'abbazia, sorse attorno al X secolo in una zona circondata dall'acqua (da cui il nome), punto di sosta per i pellegrini diretti o provenienti da Roma; molto bella e conservata la chiesa romanica. Abbadia a Isola

 

Ormai Monteriggioni è a un tiro di schioppo, in linea d'aria poco più di 2 km, su di un colle da dove domina il territorio attorno, man mano che ci avviciniamo ne scopriamo la maestosità delle bianche mura e delle torri che lo circondano, sembrano proprio una corona regale, intanto un gruppo di cinte senesi (un poco meno regali !) frugano nel fango alla ricerca di ghiande.

 

Il castello venne edificato dai senesi agli inizi del 1200, circondato da fossati detti carbonaie perchè colmi di carbone da potersi facilmente incendiare per bloccare l'accesso di eventuali assalitori, oltre ad altri sistemi difensivi che lo resero inespugnabile agli attacchi dei fiorentini sino alla metà del 1500, quando venne ceduto a tradimento.

 


Varchiamo le mura, entriamo nella piazza molto frequentata dai turisti poco dopo le 15,30, visitiamo il borgo e poi scendiamo al parcheggio sottostante dove avevamo lasciato le auto nella area gratuita del parcheggio. monteriggioni

 

 

Note : come si evince dal racconto di cui sopra il percorso non presenta alcuna difficoltà se non altro la lunghezza, sono da evitarsi i periodi caldi da maggio a settembre.

 

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