Via di lizza della Chiesa del Diavolo

"Alpi Apuane" è sinonimo di "marmo", i primi ad estrarlo furono i romani, ma il boom avvenne nel Rinascimento e fornì la materia prima per abbellire chiese e palazzi, l'estrazione durante i secoli si è evoluta di poco, sino a che negli anni '70 fu introdotto l'uso del filo diamantato ed i veicoli a motore.
E' stato calcolato che il marmo estratto nel periodo che va dall'epoca romana appunto sino ai primi anni '70 è inferiore a quello estratto negli ultimi 50 anni !


Via di lizza della Chiesa del Diavolo

 

Oggi gli enormi blocchi vengono trasportati a valle su potenti camion, ma sino agli anni '60 avveniva con il metodo della "lizzatura", in breve : le cave venivano collegate con le strade a valle costruendo sentieri lastricati in pietra (quanto più dritti possibili e quindi verticali) dove i grandi blocchi venivano calati legandoli con delle corde, che per regolare la discesa venivano "rinviate" ai "piri"(travi in legno inserite nella pietra dove erano stati scolpiti dei fori).
Molte volte le vie di lizza sono impressionanti sia per il lavoro fatto per la loro costruzione, sia per la pendenza che hanno, come ho scritto prima : tanto più erano dritte minor tempo si impiegava nella loro costruzione e minor tempo necessitava per calare i blocchi di pietra, una di queste è la lizza della Chiesa del Diavolo, il cui nome sembra sia da attribuire alle guglie delle montagne in cui sorge la cava che somigliano appunto a quelle di una chiesa in stile gotico, posta in un ambiente spettrale e solitario.

Per effettuare questo itinerario mi sono basato sulla relazione e la traccia gps di Lorenzo Verdiani dal sito Wikiloc, qui di seguito a mia volta metto a disposizione : la traccia gps, e la mappa topografica, se poi siete superstiziosi dotatevi anche di un crocefisso ed una corona di agli ... a parte gli scherzi, veniamo al racconto ...

 

 

 

Domenica - 4 Agosto 2019 :

Raggiungiamo Renara una località in provincia di Massa, e, dove termina la strada asfaltata, parcheggiamo sul greto del canale Renara (quota 270 m ca.) quindi alle 08,15 ci incamminiamo lungo la sterrata verso est.
Dopo poche centinaia di metri la lasciamo e seguiamo il CAI 42 per il Passo delle Gobbie risalendo il Fosso del Vestito in secca.
Percorso circa 1,7 km, giunti ad un edificio abbandonato (casa Bonotti), lasciamo il sentiero CAI e continuiamo in salita sulla sinistra (nord) seguendo la freccia su un grande sasso in terra. Casa Bonotti

Tratto franato

Saliamo avendo sulla nostra sinistra dei terrazzamenti agricoli sino ad entrare in un boschetto, il sentiero adesso è segnalato da ometti in pietra sino a diventare via di lizza. Siamo nella più completa solitudine, ambiente affascinante con una enorme parete verticale sulla nostra destra che delimita un canale ai nostri piedi.
Percorriamo la lizza, purtroppo franata in alcuni punti, e, a circa 700 metri di quota, talmente distrutta che se non ci fosse un cavo in acciaio di circa 6/7 metri sarebbe impossibile proseguire. Tratto franato

La via di lizza porta ancora i segni dove un tempo venivano inseriti i tronchi che, come ho scritto nell'introduzione, servivano per legarci grosse funi per poter frenare i pesanti blocchi di marmo da calare a valle. Come nel tratto precedente in altri punti la via è danneggiata ma la difficoltà è minima.
Sopra le nostre teste, e attorno a noi veramente la montagna sembra fatta di tante guglie che rammentano le cattedrali, così pure il silenzio assoluto ! Via di lizza

Quando arriviamo a circa 900 metri di quota entriamo in un altro boschetto e la lizza scompare per diventare sentiero con direzione nord, saliamo ancora circa 100 metri e ci troviamo in un'area di archeologia industriale (ore 10,40) con una (brutta !) cabina elettrica e interessanti macchinari che servivano per le attività della cava.
Rifletto al rumore che ci sarà stato in questo stesso ambiente quando la cava era attiva ! Archeologia industriale

Dopo una breve sosta ci rimettiamo in cammino ed in breve siamo ai piedi del ravaneto della cava della Chiesa del Diavolo sotto il monte Macina, adesso, seguendo dei bolli gialli, puntiamo verso un rudere sulla nostra destra lasciando quasi subito il ravaneto e risalendo un costone alberato, la vista è notevole sia sul profondo canalone in basso che sulle pareti a guglie che lo ornano ! Oltre la cava

 


Torrioni

Siamo a circa 1.200 metri di quota e percorriamo un sentiero (direzione sud) per un tratto di circa 400 metri dove in alcuni punti dobbiamo aiutarci con le mani ed affidandoci ad alcune vecchie corde, controllandole prima di affidarvisi ed evitando di strattonarle ! , i momenti più impegnativi sono alcuni metri iniziali piuttosto verticali su paleo ed un traverso su roccia abbastanza esposto, poi il sentiero diviene più facile sino ad arrivare alla congiunzione con il CAI 150. CAI 150


Sono le 12,30, il momento giusto per fare una sosta pranzo, rilassarci ed ammirare il panorama, poi ci rimettiamo in cammino ed in breve siamo al Passo del Vestito dove diamo un'occhiata ad una postazione della Linea Gotica, purtroppo le Alpi Apuane durante la seconda guerra mondiale furono teatro di forti scontri e stragi, la più cruenta quella di Sant'Anna di Stazzema con un numero imprecisato (400-500) di civili trucidati.


Dopo un momento di riflessione riprendiamo il sentiero in direzione nord-ovest che inizia a scendere in maniera decisa e con tratti abbastanza esposti, anche qui per fortuna sono presenti delle corde che ci aiutano. Ogni tanto ci soffermiamo perchè l'ambiente continua ad essere affascinante ma non lo si può (nè si deve) apprezzare camminando ! Sul sentiero del ritorno

Alle 15,20 siamo nuovamente a casa Bonotti e ripercorrendo  lo stesso tratto del mattino arriviamo all'auto, adesso il torrente Renara è brulicante di persone, chi mangia, chi si tuffa, chi prende il sole ... in pratica nel giro di qualche centinaio di metri siamo passati dalla solitudine alla vita da spiaggia ...


Note : percorso molto impegnativo per i tratti esposti ed in alcuni punti non di facile intuizione del sentiero, molto utile la traccia gps, una mappa ed una relazione.
Non si incontrano possibilità di rifornimenti di acqua, ovviamente da effettuarsi con previsioni meteo ottime e da evitare nei giorni successivi a piogge.

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