Il Monte Tambura (La Tambura)

 

 

La vetta della Tambura o Monte Tambura, comunque si voglia dire, a parer mio è una delle più panoramiche ed allo stesso tempo più accessibili delle Alpi Apuane, seconda dopo il Pisanino , dai suoi 1890 metri di altezza offre una vista centrale sulle Apuane, sugli Appennini, sulla costa tirrenica e ligure, e nelle giornate limpide le isole al largo si lasciano toccare .... il percorso qui descritto è comunque accessibile ad escursionisti esperti.

Forse perchè è stata la prima delle vette delle Alpi Apuane che ho conosciuto agli inizi del mio "andare in Montagna" e su cui, successivamente, sono salito e disceso per tanti sentieri, la Tambura è quella che mi rimane più familiare, il percorso di due giorni che descrivo è stato fatto fra il 30 ed il 31 luglio 2011, mentre le foto fatte dal Rifugio Conti sono state scattate una settimana innanzi, in quella occasione il tempo è stato inclemente, ma ci ha ricompensati al tramonto facendo salire dal mare sin poco sotto al rifugio un cuscino di nubi stupendo che voglio condividere.

mappa sensibile tambura

 

 

 

acquedotto edifcio cave crozze passo tambura rifugio conti monte tambura cave di marmo bivacco aronte Mappa sensibile:
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la mappa completa delle Alpi Apuane WebMapp di Marco Barbieri

 

 

 

 

30 luglio 2011 : poco prima delle 10,00 giunti al borgo di Resceto , 15 km circa da Massa, e lasciata l'auto nel piccolo parcheggio al termine del paese(quota 550 m), scendiamo sulla sinistra verso la chiesa per raggiungere il sentiero CAI 165 dove ha inizio il trekking.
Il sentiero in salita, direzione est, costeggia il Canale dei Piastriccioni e poco dopo si incontra un edificio (piuttosto malconcio) dell'acquedotto, qui il percorso lascia il canale e sulla destra prosegue su una vecchia via di lizza in ambiente austero. Giunti a quota 950 metri si incontra: sulla sinistra il sentiero CAI 164, detto anche dei "Campaniletti" che in breve conduce al rifugio Conti, sulla destra il CAI 160 che conduce al Monte Sella, invece noi continuiamo sul 165 per "Cave Crozze" intenzionati a giungere al rifugio Conti con un sentiero un poco più lungo ma forse uno dei più belli di queste zone.sentiero 165
La pendenza aumenta, dopo un tratto a tornanti in parte attrezzato con un cavetto metallico che aiuta la salita, usciamo dal bosco sino a giungere a quota 1337 presso edificio in disuso, da qui proseguiamo verso nord di nuovo su una via di lizza con pendenza di tutto rilievo, la giornata è nuvolosa e dal bosco sottostante si alzano nubi di umidità che spesso ci nascondono il panorama sotto di noi, ogni tanto in basso sulla sinistra intravediamo il rifugio ma i vapori ci consigliano di non sporgerci troppo dal sentiero; sulla destra invece notiamo i fori scolpiti nella pietra che servivano per incastrare i tronchi e con essi frenare gli enormi blocchi di marmo da calare a valle, la vita (breve !) dei cavatori doveva essere terribile. verso le cave

La meta per la sosta pranzo l'abbiamo prefissata alle cave Crozze a quota 1520 che raggiungiamo verso le 13,30. Le cave mi danno sempre un po' di suggestione, sarà per l'abbandono, per i macchinari in disuso, "vita fermata", anche qui un'enorme contenitore per l'acqua piovana, macchinari vari ed altri resti a testimonianza di un lavoro che sembra scomparso da un giorno all'altro. Per fortuna il sole fa capolino ed anche se in piena estate ci fà piacere, riprendiamo il sentiero e poco dopo incontriamo sulla sinistra un'edificio delle cave ed il sentiero che scende al rifugio Conti, noi proseguiamo ancora dritto su una breve placca per giungere alla Foce dell'Acqua Fredda (quota 1554), dove 4 persone stanno scendendo il sentiero attrezzato che conduce ad Arnetola oppure per l'Alto di Sella sulla via ferrata Vecchiacchi (attenzione attualmente mi risulta che non sia più percorribile perchè non controllata).
Dalla Foce dell'Acqua Fredda si prosegue su una breve cresta, quindi ancora un poco di salita con breve tratto di cavetto e scendiamo al Passo della Tambura, sono circa le 14,30 e sia alla Manu che a me, ci sembra un poco presto per dirigerci al vicino rifugio Conti e quindi perchè non salire sino alla vetta, in fondo sono soltanto poco più di 300 metri di dislivello ! e via verso la cima che raggiungiamo in un'altra ora. Come dicevo prima la giornata è piuttosto nuvolosa e la vista è coperta, ci fermiamo giusto il tempo di mangiare ancora qualcosa e poi scendiamo al Passo della Tambura e da qui sul sentiero 35, più famoso con il nome di Via Vandelli raggiungiamo il rifugio Conti.vie di pietra

Una nota sulla Via Vandelli : si tratta di una "strada" che deve il suo nome all'ingegnere che la progettò e che metteva in collegamento le città di Modena con Massa attraverso le Alpi Apuane, risale alla metà del 1700 quando una duchessa Malaspina di Massa e Carrara andò in sposa al duca d'Este di Modena e servì per lo sviluppo commerciale fra le due città, uno dei punti più difficoltosi fu appunto l'attraversamento del Monte Tambura, ma anche uno dei più spettacolari esempio di ingegneria che sopravvive tuttora, vale la pena anche il solo percorso su questa via che da Resceto sale al rifugio.

 

 

Tramonto al Rifugio Conti alla Tambura

(clic per vedere il video)

Ci godiamo il panorama da questo nido d'aquila ed un po' di relax quindi dopo un'ottima cena, diamo ancora un'occhiata alla mappa con il percorso per il giorno successivo e poi ci corichiamo stanchi per l'intensa giornata.

 

 

 

 

 

sentiero 16431 luglio 2011 : ci alziamo abbastanza presto per far colazione ed esser pronti per le 08,00 in modo di poter sfruttare qualche ora di fresco, ieri non abbiamo sofferto il caldo che di solito in questa stagione rende ostili queste montagne, ma è meglio non fidarsi ! Appena dietro il rifugio invernale inizia il sentiero 164 che, con qualche tratto attrezzato con cavetto d'acciaio ci conduce di nuovo alla Foce dell'Acqua Fredda, da qui ripetiamo lo stesso percorso di ieri sino alla vetta della Tambura che raggiungiamo alle 10,00.
Oggi la giornata è limpida e vale la pena godersi il panorama attorno, verso nord ovest abbiamo il Monte Cavallo e quindi la più alta vetta delle Apuane : il Monte Pisanino , ad ovest tutta costa tirrenica dalla Liguria alla Corsica, ad est gli Appennini, sud est le Panie ed il Monte Sumbra .... ci tratteniamo un'oretta anche in conversazione con degli escursionisti della zona che ci raccontano dei curiosi aneddoti sulla Via Vandelli. salita alla vetta

Proseguiamo la nostra escursione scendendo la cresta nord-ovest (in alcuni punti un poco aerea)che ci porta all'enorme cava di marmo del Passo della Focolaccia, le ruspe sullo sfondo sembrano dei giocattoli, tutto è silenzio e bianco. passo della focolaccia

Con una piccola deviazione giungiamo alla vicina Forcella di Porta per avere una panoramica sulla sottostante Valle degli Alberghi, la parete sud del Pizzo d'Uccello ed il soprastante Monte Cavallo, in questo punto panoramico facciamo la sosta pranzo e poi torniamo sul nostro sentiero (CAI 36) sostando un momento al bivacco "Aronte" per renderci conto in quali condizioni sia (in effetti lo potremmo prendere in considerazione come riparo per la notte per altre escursioni) e per osservare alcuni alpinisti alle prese con un bel pilastro.
Il sentiero 36 (in discesa - direzione sud) inizialmente è una strada di cava che nei pressi di un edificio verde incrocia sulla destra il sentiero 166a che praticamente è nel letto di un canale con buona pendenza e qualche salto, quindi si immette su una via di lizza in parte anche nel bosco sino a congiungersi con la Via Vandelli che percorriamo sino ad arrivare di nuovo a Resceto. Da Focolaccia a Resceto

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