Dom de Mischabel

Dopo le intense giornate sulle Dolomiti del Brenta io e la Manu siamo tornati in Val d'Ossola, le vacanze estive sono quasi al termine ma vorremmo fare ancora qualcosa di intenso così contattiamo Paolo Pettinaroli, Guida Alpina di Domodossola, per sentire se è disponibile per la salita al Dom de Mischabel di cui avevamo già parlato un anno fa', le previsioni meteo sono buone e così si va ... dimenticavo : qui trovate la traccia gps e la mappa topografica, adesso si può partire !


Vetta del Dom de Mischabel25 Agosto 2015 : Il Mischabel è un gruppo montuoso delle Alpi Pennine in Svizzera con una decina di vette oltre i 4.000 metri ed  il Dom è la più alta  (4.545 metri), partiamo in auto da Domodossola verso le 07,30 e dopo aver valicato il Sempione scendiamo in Svizzera, arriviamo a Randa (quota 1.420 m.) verso le 10,00 e parcheggiamo nei pressi della stazione ferroviaria.


Il paese, con le caratteristiche abitazioni rivestite in legno, è abbastanza piccolo ed in breve lo lasciamo iniziando a salire in direzione est avendo come meta odierna la "Domhutte" (Rifugio del Dom) che i cartelli indicano raggiungibile in 4 h e 30 minuti.

Il sentiero si snoda in un bosco di larici che salendo si diradano, inizialmente camminiamo avvolti nelle nuvole, i cardi di montagna alcuni sono chiusi, il che dovrebbe indicare maltempo, altri sono aperti, il che non aiuta molto a schiarirci le idee sul meteo ... comunque non ci scoraggiamo e man mano che saliamo le nubi si diradano.

Quando giungiamo all'intersezione per l'Europahutte  (quota 2.238) facciamo una breve sosta, il cielo si apre un poco e dietro a noi spuntano delle imponenti vette bianche si tratta del Bishorn (4.153 m.) e del Weisshorn (4.505 m.), fanno veramente effetto forse perché visivamente sono molto vicine ed inoltre sembrano particolarmente verticali. Lasciando Randa

Sentiero verso Domhutte

 

Riprendiamo il cammino indicato da segnali bianco-azzurro-bianco affrontando qualche tratto verticale aiutati da un cavetto metallico, ogni tanto qualche stambecco ci taglia la strada e fugge via, abbiamo un buon passo ed arriviamo al Domhutte (quota 2.940) alle 14,45.
Il rifugio è posto ai piedi del Festigletscher (ghiacciaio del Festi) da cui, come dicevo prima, si ha un panorama strepitoso per cui, dopo aver steso il bucato ed una breve pausa mangereccia, io e la Manu usciamo e poco dopo il vento si fa strada tra le nubi et voilà .... il Cervino  !

 

Cervino


Paolo, (guida previdente!)  visto che domani inizieremo il percorso al buio, percorre una parte del ghiacciaio per controllare se negli ultimi tempi ci sono state variazioni al "sentiero" e come sono messi i crepacci.
Diversamente da quanto potessimo pensare, la cena non è niente male, poi a letto presto che domani ci attende una lunga giornata. Domhutte salita e panorama

 


Lasciamo la Domhutte

 

26 Agosto 2015 :  ... e la lunga giornata inizia alle 02,00 quando suona la sveglia, praticamente tutti gli alpinisti si mettono in moto a quell'ora, così, senza doverci preoccupare di non far troppo rumore, ci vestiamo, facciamo colazione e ci prepariamo  alla salita, lasciamo il rifugio alle 03,30.
Non è la prima volta che nella notte saliamo un ghiacciaio, ma è sempre affascinante vedere in lontananza questi uomini-lucciole che si muovono e sembrano sospesi nel buio, poi, man mano che ti avvicini (o si avvicinano) il nero è solo sopra e vedi che come te camminano nel bianco.


La direzione di salita è quasi una linea dritta verso est, sino a quota 3.700 dove arriviamo alle 06:00 circa, qui affrontiamo un tratto verticale su roccia per portarci sulla cresta che divide il Festigletscher dal Hohberggletscher a questo punto Paolo ci spiega che ci sono 2 opzioni : la prima è quella di seguire la cresta che fa un arco verso sud e conduce sino a quota 4.300 dove si collega alla via normale, un poco aerea, più breve ma più ripida; la seconda è quella di scendere inizialmente verso nord, proseguire a est risalendo una grande conca sin verso quota 3.900 quindi verso sud dove la via prende maggiormente quota, sicuramente più lunga della precedente ma meno impegnativa tecnicamente, decidiamo per la seconda. Pronti per la salita

Sono le 6,30 il cielo si sta tingendo velocemente di violetto ed il panorama prende corpo, passo dopo passo risaliamo la conca, la quota si inizia a sentire siamo a circa 4.000 metri, ogni tanto una brevissima sosta, beviamo un po' di thè caldo, un morso ad una barretta, poi si riparte, intanto il sole comincia a farsi sentire e le soste si intensificano. Alle 10,00 siamo a quota 4.350 ormai il Dom è a portata di mano, ma per me non è a portata di fiato ! stiamo facendo l'ultimo tratto verso sud in buona pendenza ma ad ogni passo sprofondo nella neve, invece la Manu se la cava molto meglio, per un paio di volte sono sul punto di dar forfait ma Paolo mi dice che posso farcela, riparto, adesso la neve mi sembra più consistente o forse è solo una mia idea, comunque dopo aver salito ancora 50 metri vado meglio (50 metri in 30 minuti !) , alle 10,30  a quota 4.450 incrociamo la via di cresta, adesso "spiana" o quasi ! e alle 11,10 siamo in vetta  (quota 4.545). Vetta del Dom de Mischabel


Festigletscher

Il cielo è terso e la vista non ha ostacoli, godiamo del panorama mentre mangiamo e beviamo qualcosa trattenendoci in vetta per una mezz’ora, poi iniziamo la discesa sullo stesso percorso sino al Hohberggletscher che raggiungiamo alle 13,00 circa dove i crepacci sono più evidenti e quindi lo attraversiamo un poco più a valle, risaliamo il tratto tra l'Hohberggletscher ed il Festigletscher dove scendiamo assicurati con la corda ed arriviamo al Domhutte alle 16,00.
Una pausa di un’ora circa, poi dato che le gambe ce la fanno ancora, decidiamo di proseguire ed arriviamo a Randa alle 20,00 ! oggi non ci siamo fatti mancare proprio niente, 1.600 metri di dislivello in salita, 3.000 in discesa in 16 ore e mezzo, niente male ! La discesa

 

Note : Il percorso sopra descritto non ha grosse difficoltà tecniche, a parte lo “scavallamento” dal Festigletscher al Hohberggletscher dove si deve arrampicare un poco su misto e a seconda delle condizioni fare una doppia al ritorno, comunque, a meno che non si sia veramente esperti, consiglio di affidarsi ad una guida alpina che saprà valutare il tracciato migliore nelle zone crepacciate, fondamentale una buona preparazione fisica ed acclimatazione qualche giorno precedente l’escursione.

 

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